Perchè scrivo poesie

Le mie poesie sono scansioni minime, spesso brevissime, con una andatura volutamente lontana da ogni forma di inutile liricità

e con un linguaggio ridotto ad una intenzionale povertà perchè sono una urgenza del mio stato d'animo che si fa corpo in una espressione

che fissi il momento, lasciando il segno nel tempo, almeno nel mio tempo.
Lo stesso, si può dire, nei miei scatti fotografici.
Poesia e fotografia come espressione esistenzialista.
Una poesia che sia una voce che distingua un io dall'impersonale rumore di fondo che tanto mi infastidisce.

Scrivo ad occhi chiusi mentre vivo un processo di assorbimento attraverso il quale sedimentano momenti e nostalgie del passato,

piccoli e significativi particolari, ombre che si muovono, volti impressi nella memoria...
Sento forte il bisogno di dare volto ai ricordi, alle persone amate, a quelle sole, a quelle non libere e in qualche modo recise dalla vita.
Scrivo quando dentro di me si crea una deviazione dal normale andamento e la poesia è come un gesto che si fa corpo,

che nasce mi nasce dentro e la butto fuori.
Ogni volta che mi trovo a percorrere alcune strade della mia vita più significative o più particolari o più intime, devo dare ascolto

e voce a quella eco che mi nasce e che continuo a sentire e allora ho il bisogno di ri-udire, di ri-unire la mia storia.
Come ho scritto all'inizio, il mio sentire, quello che esprimo nella poesia, è fatto di aspetti minimi, molto spesso silenziosi, di accadimenti

di un mondo minuto, di voci flebili e inascoltate, di ombre, di mani (adoro le ombre e le mani, mi colpiscono sempre), di frammenti di parole,
a volte neppure uscite dalle bocche ma solo percepite dal mio orecchio/occhio interiore, di piccoli gesti e di silenzi.

Mi piace poi dare voce a chi non ce l'ha e alle cose che passano ai più inosservate, ma che che hanno dentro un universo infinito.
Allora con la poesia posso dire ciò che sono e ciò che non dovrei essere, ciò che voglio e ciò che non voglio.

Lascio ad altri il sapere e il palco della notorietà, io mi tengo quello della vita.
Ne segue che i miei temi girano intorno alla nostalgia, alla infanzia, all'amore, alla morte, alla felicità ma anche alla solitudine,

agli oggetti che si animano. Insomma all'arcano del mondo, al perchè delle cose,

alla tempesta ma anche alla quiete di ogni comune giorno umano.

Poesie tratte da "A BASSA VOCE"

Mio padre

Eterno, nella memoria.
Lo stesso quelle mani ormai morte
che si muovono da sole

I ricordi

Li guardo in un bicchiere.
Bevo in fretta

La notte

La notte
ogni auto che passava
lasciava tante righine di luce
sulla mia coperta
e io viaggiavo,
viaggiavo
su quelle righine


e facevo il giro del mondo

Le poesie

Le poesie
sono pennellate
di setole invisibili.
Sono gli stracci e i tesori
che tieni in valigia.
Le poesie sono
rappresentazione, progetto,
disorientamento, speranza.
Mai rassegnazione.
Sono l'emigrante
in una terra lontana.
Le poesie
sono il sottofondo della vita.


 

Libertà di carta

Amico mio
noi che sogniamo la primavera
come una leggenda,
che ci sentiamo come i cavalieri
della tavola rotonda,
mutilati delle nostre mani,
stringiamo quel poco d'aria
che ancora ci appartiene

L'ombra delle tue mani

 

Avverto ancora
l'ombra delle tue mani.
Chinato
le bacio.


 

La Marcellina

La rivedo
con la cipria che le accendeva
appena il volto,
con la collana di granate
che me la faceva sembrare una regina.
Quando attraversavamo la via Emilia
tenendomi per mano
-corri, corri, corri-
mi diceva la marcellina.
La Marcellina era la mia nonna
e io correvo, correvo
serrando quelle falangi contratte.
Ad occhi chiusi sentivo
il profumo dei calicantus

Ho fatto un viaggio

Ho fatto un viaggio
nella mia infanzia.
Adesso non c'è più nessuno.
Io sono vecchio
e guardo la terra
sotto i miei piedi gonfi.
Ne è rimasta poca
e ha il colore delle nespole
dimenticate in cantina

 

Solitudine

Una finestra chiusa
dietro...una persona
dietro...nessuno

La prostituta

Come un rapinatore
in una veglia funebre
attendi la tua vittima.

Ormai pochi passanti
in quel vicolo buio.

I tuoi anni fuggono veloci.

Abbiamo tutto il tempo

Quale tempo
se siamo cavalieri della prudenza
e il futuro ci passa sopra come un treno in corsa.


 

Poesie tratte da "RUBARTI IL TEMPO"

Desiderio

Al pensiero di te
tremano le mie ossa impazzite

Gli altri

Se ti capita di indossare un abito
che non cade bene
non temere
c'è chi te lo dice


 

Avessi un cuore di carta
tutto tremerebbe meno.

Potrei volare col vento
ma a bassa quota

 

Quando entro in ospedale

Quando entro in ospedale
e vedo una malata che piange
che ride
che grida
una malata che non dice nulla
che non piange
non ride
non grida
che non vuole nessuno.
Sotto le coperte
c'è l'odore della morte
l'odore di ciò
che non può più trattenere
e vorrebbe urlare
coprendosi gli occhi
con le mani fatte solo di ossa
-andate via, mi vergogno di morire-
Quando entro in ospedale
e non mi domando più nulla

Billie Holiday

La tua voce è un brivido
per la mia pelle,
sembra di sentire la vita
appesa a un filo

 

A bassa voce

C'era un tempo
in cui la calma
era la vita.
A bassa luce
a bassa voce


 

Chi apre le porte della chiesa
se hai bisogno di aiuto?
Chi trema con te se hai freddo?
Chi ti accompagna sulla luna
se vuoi essere felice un momento?
Chi si sdraia accanto a te
se vuoi una carezza?
Chi vuole i tutoi stracci?
Chi ascolta le tue parole?
Parlano di te
parlano dei tuoi stracci
parlano delle tue parole
ma non parlano dei tuoi desideri
sono solo stracci per loro

Poesie tratte da "LA' FUORI"


Ancora il pallido mattino

e l'oscuro male di vivere

continua a fare tremare le ossa.

Ma un fiore

rosso

in religioso silenzio

timidamente appare

nel bordo della vita.
 


Nella solitudine

il vecchio sale le scale

per cercare nelle stanze della vita

il suo passato.

Adagio

riscende

e ride felice

con l'aria fra i denti

che poi è tutto.