Psicoterapeuta

BIOSISTEMICO

“Non c'è presa di coscienza senza sofferenza. In tutto il mondo la gente arriva ai limiti dell'assurdo per evitare di confrontarsi con la propria anima.
Non si raggiunge l'illuminazione immaginando figure di luce,
ma portando alla coscienza l'oscurità interiore.
Chi guarda fuori sogna, chi guarda dentro si sveglia”
Carl Gustav Jung

La psicoterapia biosistemica sviluppa e integra i processi fisiologici ed emozionali che sono alla base delle “difficoltà“ degli individui.

Con questo metodo si apprenderà come e perchè corpo e mente non possano essere scissi, ma siano un insieme unico che si rapporta col mondo esterno e ci farà capire che siamo esseri psicosomatici quando funzioniamo bene. Apprenderemo come radici biologiche abbiano grande importanza nello sviluppo dei processi emotivi che ci riguardano e come processi emozionali influiscano profondamente sul nostro vissuto corporeo. Si tratta di un modello biologico e sistemico (corpo-mente-ambiente) attraverso il quale sarà possibile intervenire non solo sui processi individuali ma anche su livelli più complessi, come ad esempio nelle relazioni familiari.

In pratica questo sistema ci permette di intervenire, non più solo con un modello psicologico o solo con un modello corporeo, ma con uno psicocorporeo che darà la possibilità di leggere la maggiore complessità dei fenomeni relazionali e di organizzare, con strumenti che connettono gli elementi verbali allo scenario globale fatto di movimenti, posture e vissuti corporei.

Impareremo a conoscere gli aspetti della moderna psiconeuroendocrinoimmunologia e come un buon equilibrio fra sistema nevoso autonomo simpatico e parasimpatico, alla base anche di una buona nascita, sia determinante per il nostro benessere.

E' il benvenuto tutto ciò che libera la conoscenza e sblocca l'immaginazione.

Altro elemento della biositemica è quello della comunicazione.

Comunicazione che per comodità e affinità Jerome Liss definisce “ecologica“.

Si tratta di imparare come un ascolto attivo, profondo, mediante l'utilizzo di tecniche ( parola chiave, frase direzionale...) e mediante empatia anche corporea, sia in grado di stabilire un contatto con l'altro e di conseguenza la sua fiducia, determinante quando si parla di “cura“.

Ascoltare profondamente non significa avere sempre la risposta giusta ma accogliere emozioni difficili senza soffocarle con l'offerta di giudizi, suggerimenti o interpretazioni.

Il senso di sollievo generato da una relazione di ascolto che giunge fino al mondo interiore del paziente consente di esplorare la sofferenza e di scoprire che al suo interno vi sono anche potenzialità positive e quindi possibili soluzioni.

 

Dott. Gian Piero Pedretti

Tel. 0543/34130

pedrettigp@gmail.com

c/o Puntodonna Associazione Culturale e Scientifica

Via P. Maroncelli 39 - Forlì

www.puntodonna.it

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