La menopausa. Conosciamola meglio

La menopausa è un momento fisiologico della vita della donna che coincide con il termine della fertilità, momento da sempre vissuto come cruciale e spesso problematico.

Nel corso dei decenni l'aspettativa di vita si è progressivamente allungata e nel 2016, secondo l'ISTAT, le donne avevano un tempo di vita di 85,1 anni.

L'età nella quale ha inizio la menopausa varia fra i 45 e i 55 anni, con una media intorno ai 51.

Si tratta, dunque, di una età che si colloca in una fase in cui è lunga l'aspettativa di vita e le donne sono attive, impegnate anche sul fronte lavorativo.

Anche per questo il tema della salute e della qualità della vita della donna in menopausa presenta una innegabile rilevanza. Durante la menopausa, infatti, la diminuzione degli estrogeni nel sangue può generare una serie di disturbi (vampate di calore, sudorazioni profuse, tachicardia, umore instabile, disturbi della concentrazione e della memoria) che possono comportare importanti conseguenze e favorire l'insorgenza di patologie osteoarticolari e cardiovascolari.

In una fase di vita attiva e di forte vitalità, le donne si trovano quindi a vivere un periodo fisiologico, ma contrassegnato da una situazione ormonale le cui conseguenze possono fortemente impattare non solo sulla qualità della vita, ma anche sulla condizione di salute.

La menopausa è l'interruzione definitiva del ciclo mestruale conseguente alla perdita di attività dei follicoli ovarici e viene dichiarata dopo 12 mesi consecutivi di assenza di mestruazioni non imputabili a nessuna evidente altra causa patologica.

Nei 5-8 anni che precedono la menopausa il patrimonio follicolare si esaurisce e l'ovaio subisce un lento declino. Rispetto agli altri organi esso ha, infatti, un tempo di vita dimezzato, probabilmente al fine di tutelare il genere femminile dall'alto rischio di morte associato a gravidanze e parti in età avanzata.

Molteplici sono i fattori che influenzano l'esordio della menopausa:

fattori ereditari;

fattori etnici, per cui le donne africane tendono ad andare prima e le giapponesi dopo rispetto alle donne europee;

fattori comportamentali, come ad esempio il fumo che anticipa di 1-3 anni l'età della menopausa perchè riduce la circolazione sanguigna dell'ovaio e anche una condizione di disagio sociale tende ad anticipare il suo esordio;

pubertà tardiva e gravidanze, che tendono a ritardarla, così come l'uso della contraccezione ormonale che può procrastinarla di 1-2,5 anni, per via dell'azione di blocco della crescita dei follicoli ovarici.

A seconda dell'età di esordio, la menopausa può essere definita:

precoce, quando inizia prima dei 40 anni;

prematura, quando inizia prima dei 45 anni;

tardiva, quando l'esordio è dopo i 53 anni.

La condizione di menopausa precoce è più frequente rispetto a quella prematura e tardiva e in 1/3 delle sue forme si osserva una familiarità ed è causata da anomalie numeriche o strutturali del cromosoma X o mutazioni di cromosomi coinvolti nella regolazione della funzione ovarica. Ci sono anche cause di menopausa precoce dovuti a meccanismi autoimmuni. La menopausa prematura riguarda circa il 10% delle donne.

Il ciclo mestuale può cessare improvvisamente o modificarsi in modo graduale con alterazione del ritmo, della quantità e della durata, nel corso degli anni precedenti. Il complesso delle modificazioni organiche e psichiche che si manifestano nel periodo di transizione è chiamato climaterio.

La fase di perimenopausa (o periodo di transizione) si estende dal periodo di completa fertilità al primo anno successivo alla scomparsa definitiva del flusso mestruale. E' un periodo particolarmente critico, di circa 5-8 anni.

La fase di premenopausa è il periodo della perimenopausa che copre i 2 anni che precedono la menopusa.

La fase di postmenopausa è il perido di vita che inizia con l'ultimo ciclo mestruale.

Il periodo postmenopausale è caratterizzato, oltre che dalla perdita della capacità riproduttiva, da una serie di sintomi e possibili conseguenze che possiamo, con criterio cronologico, dividere nel modo seguente.

Sintomi postmenopausali a breve termine: disturbi neurovegetativi (vampate di calore, sudorazioni, disturbi del sonno con ovvie conseguenze dopo un certo periodo, stanchezza), psicologici (irritabilità e sintomi di tipo ansioso-depressivo) e fisici (artralgie, precordialgie...).

Tali disturbi sono la conseguenza della carenza estrogenica nei vari organi e soprattutto nel SNC (sistema nervoso centrale). Dopo 5-7 anni alcuni sintomi possono permanere (vampate del 25% dei casi). I sintomi neuorovegetativi costituiscono l'indicazione principale alla terapia ormonale sostitutiva (TOS), in quanto possono incidere assai negativamente sulla qualità di vita personale e relazionale. Inoltre, sempre i disturbi neurovegetativo, se non trattati, sono correlati con una maggiore incidenza successiva di ipertensione arteriosa, malattie cardiovascolari e neurodegenerative.

Sintomi postmenopausali a medio termine: compaiono 2 o 3 anni dopo l'ultima mestruazione e sono principalmente la distrofia urogenitale e i sintomi correlati (secchezza vaginale, dispareunia, cioè dolore ai rapporti sessuali, cistiti ricorrenti...)

Sintomi e complicanze postmenopausali a lungo termine: osteoporosi, malattie cardiovascolari, processi neurodegenerativi.

La TOS (terapia ormonale sostitutiva), con estrogeni e progestinici nelle donne con utero e con soli estrogeni in quelle, che per svariati motivi, non hanno l'utero, è il trattamento più efficace per i sintomi vasomotori.

I benefici prevalgono sui rischi se il trattamento è iniziato prima dei 60 anni età o entro 10 anni dopo la menopausa. La TOS può fortemente migliorare la qualità della vita, la funzione sessuale e gli altri sintomi legati alla menopausa (dolori articolari e muscolari, cambiamenti di umore e disturbi del sonno). Né il placebo, né i farmaci attivi sul sistema nervoso centrale, né i fitoestrogeni si sono dimostrati efficaci in maniera comparabile alla TOS, efficace, fra l'altro, nella prevenzione della perdita ossea (osteoporosi), con una riduzione significativa del rischio di fratture femorali, vertebrali... Efficace è anche nei confronti della atrofia vulvo-vaginale e sue conseguenze.

Le donne con menopausa precoce, spontanea o iatrogena prima dei 45 anni o ancor di più prima dei 40, sono a maggiore rischio di osteoporosi, malattie cardiovascolari, demenze e disturbi affettivi. In questi casi la TOS è fortemente raccomandata.

Il trattamento con la TOS è una decisione individuale in termini di priorità di qualità della vita e di salute e deve essere raccomandata con una chiara indicazione dal ginecologo e fare, inoltre, parte di una strategia integrata e globale che comprende la prevenzione primaria, cioè le raccomandazioni sullo stile di vita (alimentazione, esercizio fisico, non fumare, non bere alcoolici).

Pur non venendo affrontata in questa sede, va ricordato che sulla sulla condizione delle donne in menopausa, così come sul loro atteggiamento nei confronti di questa fase della vita, esercita un peso non da poco anche l'immaginario collettivo, che in una visione tradizionale rappresentava una fase di declino della donna.

Se è vero che la menopausa è un evento del tutto naturale nella vita di una donna, ciò che cambia è il modo in cui ciascuna lo affronta. Ogni donna, infatti, ne sperimenta manifestazioni differenti e soggettive. Per alcune il "passaggio" è più lieve e graduale, per altre i sintomi sono molto più fastidiosi e difficli da gestire e controllare, così come è variabile il cambiamento che la menopausa può determinare nei vissuti individuali, anche in relazione alla condizione familare personale ( rapporto di coppia, rapporto coi figli...).

Le donne italiane che si trovano oggi nell'età che più frequentemente segna la fase di passaggio alla menopausa (45-54 anni) sono quasi 5 milioni (16% delle donne). Più di 4 milioni sono le donne della fascia successiva (55-64) che vivono le immediate conseguenze della menopausa e 7 milioni le over 64 che vivono, invece, le conseguenze tardive. In totale il 54% della popolazione femminile è fortemente "legata" alle vicende della menopausa.

Si tratta, dunque, di un universo femminile rilevante e in crescita che si trova a vivere una condizione importante, dalle molte implicazioni e che può avere un grande impatto sulla condizione di salute e sulla dimensione esistenziale.

Un dato che emerge con chiarezza è che nelle generazioni precedenti la menopausa era vissuta come un momento problematico, in cui la fine del periodo fertile coincideva quasi con il declino psico-fisico e la netta riduzione della vita di relazione e dell'esperienza sessuale delle donne, una sorta di vero e proprio rito di passaggio alla terza età, culturalmente sancito, che appare ora più sfumato, meno drammatico e fortemente individualizzato.

E' evidente che le donne di oggi si trovano, a differenza di quelle delle generazioni precedenti, in una fase di vita ancora molto attiva e sperimentano la tendenza generale a procrastinare le fasi di passaggio della vita che ritardano l'ingresso nell'età adulta e allungano poi all'infinito un'età intermedia che stenta a passare a una fase di anzianità, anch'essa spostata sempre più avanti e soggettivamente definita e vissuta.

La menopausa oggi è definita dalle donne stesse come una fase della vita come tante e non ha più un impatto specifico sulla vita delle donne, le quali tendono dunque a normalizzarla, al punto,e questo è molto importante sottolinearlo, di sottovalutare e trascurare i suoi disturbi e l'incremento dei fattori di rischio per la salute che essa comporta.

Se da un lato è positivo che la menopausa sia stata spogliata dai tratti di drammaticità che la identificavano nella iconografia classica, dall'altro va detto che le conoscenze specifiche sulle caratteristiche e le conseguenze reali della menopausa sono appannaggio di una quota minoritaria di donne.

La normalizzazione si accompagna poi all'idea che i disturbi e le conseguenze sulla salute della menopausa possono essere presenti o meno e variare da donna a donna e questa variabilità individuale si traduce spesso nell'idea che anche la terapia possa non essere necessaria.

Eppure non mancano i segnali del permanere di un vissuto personale delle donne in menopausa che è ancora per molti aspetti problematico, che al di là di questa tendenza culturale alla normalizzazione può segnare la vita delle donne su molte dimensioni, da quelle che impattano sulle immagini di sé alla sessualità, fino alla qualità della vita quotidiana.

Si rileva, dunque, un bisogno di informare adeguatamente e competentemente le donne, per portarle alla conoscenza reale dell'universo menopausa e alle eventuali possibilità terapeutiche.

Solo in questo modo si può realmente migliorare la condizione delle donne in menopausa, soprattutto nel nostro Paese.

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